mercoledì 28 ottobre 2015

Storia ed evoluzione della lingua malgascia

L'intenzione di questo articolo è quella di fornire il minimo necessario per far conoscere la storia della lingua malgascia corrente al maggior numero di persone, piuttosto che a specialisti linguistici. E' chiaro che la maggior parte di chi parla questa bell'idioma non è a conoscenza della sua storia, ovvero della sua formazione ed evoluzione.


Il termine malgascio
Inizialmente, l'aggettivo derivato dal nome del paese
Madagascar, fu Madécasse. Questo termine, usato per la prima volta dalle tribù del Sud della Grande Isola, si trasformò in Malagasy, perché in questa parte del paese, spesso il suono 'da' si trasforma in 'le' o 'la'. I francesi, arrivati alla fine del XIX secolo come colonizzatori, hanno "francesizzato" la parola "Malagasy" facendola diventare "Malgache".
Tra l'aggettivo "Madécasse/Malagasy" e la francesisazzione "Malgache", il rapporto (linguistico) non è così evidente. Alcuni pensano che "Malgache" sia stato coniato apposta, forse per dare una connotazione negativa alla parola: "Malagasse" sarebbe più appropriato e meno sospetto.

Lingua e dialetti
Ci sono 18 dialetti in Madagascar, una cifra corrispondente al numero delle tribù malgasce. Ovviamente sto semplificando. Ci possono essere probabilmente più dialetti che tribù, perchè in alcune regioni, diversi clan appartengono alla stessa tribù e parlano dialetti differenti. E tutte le tribù formano un unico gruppo etnico, nel senso primo del termine, il gruppo etnico malgascio. Questi dialetti hanno, per definizione, un substrato comune ma anche delle caratteristiche che li distinguono l'uno dall'altro. In termini più semplici, i dialetti malgasci sono varianti di una stessa lingua. E variano nello spazio e anche nel tempo.
Il substrato viene dal Pacifico, e fa parte delle lingue austronesiane parlate anche nel sud-est asiatico. Si è arricchito, tra gli altri, da parole Bantu e Swahili, ma anche più tardi da parole inglesi e francesi. Peraltro, si è cercato di trovare tracce semitiche nella lingua malgascia. Questo perchè la struttura di parole, come ad esempio i sostantivi con i loro suffissi che indicano spesso il possessivo, ricordano i sostantivi nella lingua ebraica. 

La lingua malgascia attuale 
Ci sono due teorie popolari che devono essere considerate con cautela. 
La prima sviluppa l'idea dell'esistenza di diverse lingue, piuttosto che di dialetti, in Madagascar. Noi sappiamo che un malgascio dell'estremo sud dell'isola che va all'estremo nord, vale a dire a 1600 km da casa, parlerà il dialetto del nord correttamente  in qualche settimana. Le difficoltà che incontrerà sono situate principalmente nel vocabolario e nella pronuncia.  
La seconda teoria afferma che il dialetto Merina, una delle tribù centrali, sia diventato la lingua ufficiale del Madagascar. Questa tesi appare come una semplificazione della formazione di una lingua ufficiale. Alcuni la adottano probabilmente per mancanza di informazioni.
Il processo di formazione della lingua ufficiale malgascia segue le stesse regole che altrove. Due esempi bastano a spiegarlo.  
Sappiamo che la Francia ha diverse lingue piuttosto che dialetti. Il Bretone è una lingua celtica che è condivisa in parte con i gallesi e gli scozzesi. Possiamo anche citare il Catalano, che ha affinità con le lingue di origini latine, l'Occitano e altre ancora. Si è dovuto attendere fino al Rinascimento e soprattutto fino alla la Riforma del XVI secolo, perché il francese divenisse la lingua ufficiale, e questo in gran parte grazie alla traduzione della Bibbia in questa lingua. La traduzione della Bibbia in francese è quindi un fattore unificante, perché accanto alle proprie lingue materne, i francesi incomiciarono a parlare la lingua ufficiale. 
La Germania ha sperimentato lo stesso processo ben prima della Francia: grazie alla traduzione del Nuovo Testamento prima, e poi di tutta la Bibbia da parte del riformatore Martin Lutero, questo grande paese,  all'inizio eterogeneo, trovò finalmente un linguaggio comune, il Tedesco. 

La Bibbia in Malgascio
Il percorso della lingua malgascia
Partiamo quindi dall'idea che ci siano molti dialetti in Madagascar, che hanno le stesse origini e mantengono lo stesso substrato. Si sono progressivamente arricchiti di parole straniere, ma spesso non nello stesso modo, poiché i dialetti variano, come abbiamo detto, nel tempo e nello spazio. Quando i missionari della London Missionary Society arrivarono sulla costa orientale nella attuale Toamasina, la più grande città della regione Betsimisaraka, nel mese di agosto 1818, decisero di addentrarsi ancora nella Grande Isola,
sicuramente per ragioni strategiche, fino arrivare ad Antananarivo, la più grande città della regione Merina. Antananarivo era davvero la capitale del Regno del Madagascar, ma alcuni piccoli regni non erano ancora stati acquisiti per l'unificazione dal re Radama I°. Per loro, fu necessario iniziare l'opera missionaria. 

I missionari intrapresero la traduzione di tutta la Bibbia in malgascio.  
Nel mese di giugno del 1835, i malgasci ebbero la Bibbia nella loro lingua. Ovviamente, la Bibbia in malgascio è molto vicina al dialetto Merina per il vocabolario, i fonemi, la  pronuncia e gli idiomi, visto che i traduttori avevano a che fare quotidianamente con i Merina fra i quali vivevano. Erano anche vicini alla famiglia reale, che si preoccupava della conservazione e dello sviluppo delle tradizioni e costumi, e soprattutto della lingua.  
D'altronde, fu proprio in questo momento che lo Stato adottò l'alfabeto latino a scapito della Sorabe, la scrittura araba! 
Possiamo ben immaginare che alcune parole (e la loro grafia) ed alcuni concetti siano stati inventati ex-novo, così come ai tempi di Lutero che tradusse il Nuovo Testamento e i riformatori francesi che lo fecero con l'intera Bibbia. Come in Germania e in Francia nel XVI secolo, la letteratura malgascia nella sua forma moderna è stata creata in gran parte grazie alla traduzione della Bibbia. Si è sviluppata e arricchita di nuovi concetti e nuove parole prese in prestito o semplicemente forgiate ex-novo. Attualmente è in grado di dire l'essenziale. 

Il malgascio del futuro
Come tutte le lingue, il malgascio si è formato e forgiato nel corso della storia. Certo, è ricco in alcuni campi come le relazioni umane, ma deve lasciarsi arricchire dal contributo di dialetti che hanno termini specifici, così come suoni, dittonghi e idiomi che il malgascio ufficiale non possiede. I locutori della lingua malgascia, che sono attualmente dai 19 ai 20 milioni, e gli educatori in particolare, devono accettare la dialettica tra il malgascio ufficiale e il dialetto, tra lo sviluppo di questa lingua che unisce tutti i malgasci, e la salvaguardia dei dialetti che esprimono la diversità in questa unità.
 

Traduzione dal francese: Campagna Fabrizio 


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martedì 20 ottobre 2015

Magie in cielo e in terra: eclissi solare del 1° settembre 2016

Evento più che speciale per chi sarà in Madagascar il 1° settembre 2016 e soprattutto per chi avrà la possibilità di seguirlo dal luogo di massima percezione dell’eclissi: la costa est del Madagascar.


Freebird Madagascar Tour organizza tours personalizzati in occasione dell'eclissi:


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domenica 14 giugno 2015

Diego Suarez: la seconda baia più bella del mondo?

Antsiranana, situata nell'estremo nord del Madagascar, nota come Diego Suarez fino al 1975 e ancora chiamata Diegò da molti, è la capitale della provincia più settentrionale del Madagascar



La sua baia è considerata la seconda più bella del mondo, dopo Copacabana, con tanto di pan di zucchero in bella vista. I visitatori di solito adorano Diego Suarez, che è probabilmente la più francese città del Madagascar, con ancora un'atmosfera coloniale che incombe sulla zona vecchia. E' la più grande città del nord, con un enorme mercato multicolorato, una serie di ottimi ristoranti e alcuni posti fantastici nei dintorni, tra cui due parchi nazionali. Diego è il luogo ideale per bighellonare in attesa di vistare la regione.


Storia
Diego Suarez, che
si trova all'estremità nord-orientale dell'isola, prende il nome dai due esploratori portoghesi che "hanno scoperto il Madagascar". I loro nomi erano Diego Diaz e Fernando Suarez che visitarono il Madagascar nel 1506. 
La baia di Diego Suarez dall'alto
Nel 1880, la baia era ambita dal governo francese, che la rivendicò come una stazione di rifornimento di carbone per le navi a vapore che viaggiavano verso possedimenti francesi più a est. La colonizzazione fu formalizzata dopo la prima guerra franco-Hova, quando la regina Ranavalona III firmò un trattato (17 dicembre 1885), dando alla Francia un protettorato sulla baia e sul territorio circostante, così come sulle isole di Nosy Be e St. Marie. 
Nel 1885, all'inizio del protettorato francese, la marina francese costruì una base militare, dando il via alla crescita urbana della città. 
Nel 1942, gli alleati lanciarono l'Operazione Ironclad e sbarcarono in forza a Courrier Bay e Ambararata Bay, ad ovest di Diego Suarez per impossessarsi del Madagascar controllato dal governo di Vichy. Il conflitto terminò con un armistizio il 6 novembre 1942. Centinaia di soldati inglesi caddero nella battaglia di Madagascar, la maggior parte di loro sepolta nello speciale cimitero britannico nel centro della città.  
Fino al 1973, Antsiranana ha servito come porto per la flotta francese dell'Oceano Indiano. Una volta usciti di scena i militari, il porto è stato trasformato in un luogo di costruzione e riparazioni navali. L'importanza del porto e delle relazioni con la Francia spiegano la presenza di uno dei cantieri navali più sviluppati nell'Oceano Indiano.

Libertalia 
La leggenda di Libertalia si dice che abbia avuto la sua origine qui. Si narra si trattasse di un'enclave "libera" forgiata dai pirati sotto la guida del capitano James Misson alla fine del 1600. E' descritta nel libro "Una storia generale dei Pirati" dal capitano Charles Johnson, uno scrittore sconosciuto che potrebbe però essere uno pseudonimo del celebre romanziere Daniel Defoe. http://freebirdmadagascar.blogspot.com/2013/02/libertalia-storia-o-leggenda.html 


Cosa vedere
La città è la porta per i parchi nazionali della Montagne d'Ambre, dei tsingy dell'Ankarana e dei
Tsingy Rossi
Tsingy Rossi, ed è così che molti visitatori passano semplicemente attraverso Antsiranana, incuranti del suo fascino.
Quelli che hanno il tempo di soffermarsi a scoprire l'architettura decadente coloniale (il vecchio mercato coperto e l'ex Hotel de la Marine sono esempi notevoli), il mercato vivace e la ricchezza di botteghe artigiane, troverà Diego Suarez ricca di atmosfera e piacevole. Il vecchio quartiere militare, a nord di Place Foch, occupa una penisola e si affaccia sul porto. Un particolare piacere del passeggiare per Diego è l'inaspettata varietà di viste mozzafiato sulla baia, che sbucano apparentemente intorno a quasi ogni angolo.


Edifici coloniali 

L'esempio più riuscito di architettura coloniale è offerto dal filo dei colonnati del rue Colbert, che termina in rue Richelieu. Svoltando a sinistra, si scopre un imponente residenza in stile coloniale circondata da alberi Ravinala. Questa è l'attuale sede dell'amministrazione territoriale.

La città coloniale
La baia e il porto

La Baia di Antsiranana è una delle più grandi e più belle lagune del mondo. A forma di fiore a quattro petali con una bocca stretta sulla punta orientale, si apre verso l'Oceano Indiano. Al margine meridionale della baia, si trova il cosiddetto Pan di Zucchero, che si può facilmente fotografare sul ciglio della strada. 

I dintorni 
Ad est della città, dopo qualche chilometro di strada sterrata e sabbiosa, si trova la Penisola di Orangea, sulla quale si possono visitare una serie di belle baie turchesi, fiancheggiate da lunghe spiagge bianche che portano nomi affascinanti come Baia dei Piccioni, Baia delle Dune e Baia di Sakalava. Quest'ultima è celebre per essere un vero paradiso per gli amanti del kite-surf.
Sulla punta nord della penisola, affacciata sull'ingresso della baia accanto al faro, si può ancora visitare una antica postazione militare francese.
Il Mare di Smeraldo

Continuando sulla pista, si ritorna all'interno della baia fino a Ramena, tranquillo villaggio di pescatori dove è un piacere bagnarsi nelle sue acque calme e azzurre. Da qui partono anche le escursioni in barca verso il magnifico Mare di Smeraldo.
A metà strada tra Diego e Ramena, si staglia la Montagna dei Francesi, sotto la quale si ergono alcune specie di baobabs.
Per chi ha tempo e voglia, a nord ovest della baia si possono visitare il Windsor Castle, massiccia formazione rocciosa dalla quale osservare gran parte della regione, la Baia de Courier, ed arrivare sulla estrema punta nord del Madagascar, a Cap Ambre.

Tutta la regione di Diego Suarez è visitabile con tour in partenza da Nosy Be.


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