giovedì 27 febbraio 2014

FREEBIRD MADAGASCAR TOURS propone: il Tour ad "anello"

Il circuito più affascinante e spettacolare, il più completo ma anche il più “faticoso”:  tre settimane in vettura 4×4, tra maestosi baobabs e i parchi più belli, tra piste sabbiose e il mare più azzurro del Madagascar!

 

Madagascar tour viaggi vacanza

Antananarivo, Antsirabe, Morondava, Parco Tsingy di Bemaraha, Manja, Andavadoaka, Ambatomilo, Tulear, Parco dell’Isalo, Parco di Ranomafana, Antsirabe, Antananarivo


21 giorni
Programma di viaggio

1g – ITALIA – ANTANANARIVO – Arrivo in serata ad Antananarivo (AirFrance). Accoglienza all’aeroporto e trasferimento in hotel.

2g – ANTANANARIVO – ANTSIRABE (170 km -  3 ore) – Al mattino partenza sulla Route Nationale 7. Sosta Pranzo a Ambatolampy e arrivo a Antsirabe nel pomeriggio. Breve visita della città. Cena e pernottamento.

3g – ANTSIRABE – MORONDAVA (440 km – 9 ore) –Partenza al mattino sugli altopiani occidentali. Sosta pranzo a Miandrivazo, sul fiume Tsiribihina. Arrivo a Morondava, sul Canale di Mozambico, nel tardo pomeriggio. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

Madagascar tour viaggi vacanza
Tsingy di Bemaraha
4g -MORONDAVA – BEKOPAKA (200 km di pista – 8 ore) – Di buon mattino partenza sulla pista verso nord, passando attraverso la spettacolare Allée des Baobabs. Dopo aver attraversato il fiume in chiatta, arrivo per pranzo a Belo sur Tsiribihina, e continuazione fino a Bekopaka (parco dei Tsingy di Bemaraha). Arrivo nel tardo pomeriggio e sistemazione in bungalow. Cena e pernottamento.

5g - BEKOPAKA (TSINGY DI BEMARAHA) – Giornata dedicata alla visita dei Piccoli Tsingy di Bemaraha e del fiume Manambolo. Cena e pernottamento.
Madagascar tour viaggi vacanze
Allée des Baobabs
6g – BEKOPAKA – MORONDAVA (200 km di pista – 8 ore) –Partenza al mattino verso Morondava sulla stessa pista dell’andata. Sosta pranzo a Belo sur Tsiribihina. Arrivo a Morondava nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento.

7g – MORONDAVA – Giornata dedicata alla visita delle spiagge di Morondava all’escursione in piroga tra le mangrovie. Cena e pernottamento.

8g – MORONDAVA – MANJA (180 km di pista – 6/7 ore) – Partenza di buon mattino su pista sabbiosa. Visita della salina di belo sur Mer. Arrivo a Manja, in mezzo al nulla, nel tardo pomeriggio. Sistemazione in bungalow, cena e pernottamento.

9g – MANJA – ANDAVADOAKA (170 km di pista – tutta la giornata) -  Partenza di buon mattino su pista sabbiosa. Attraversamento del fiume Mangoky in chiatta. Sosta pranzo a Morombe. Arrivo ad Andavadoaka nel pomeriggio. Sistemazione in bungalow sul mare. Cena e pernottamento.

10g – ANDAVADOAKA – Giornata di relax sulle meravigliose spiagge di Andavadoaka. Cena e pernottamento.

Madagascar tour viaggi vacanze
Ambatomilo
11g – ANDAVADOAKA – AMBATOMILO (40 km ca – 2 ore) –Al mattino trasferimento su pista sabbiosa e difficile, ad Ambatomilo. Sistemazione in bungalow sul mare. Cena e pernottamento.
Ambatomilo
12g – AMBATOMILO – Giornata di relax sulle meravigliose spiagge di Ambatomilo. Cena e pernottamento.

13g – AMBATOMILO – Giornata di relax sulle meravigliose spiagge di Ambatomilo. Cena e pernottamento.

14g – AMBATOMILO – TULEAR (120 km di pista – 5 ore) – Partenza al mattino su pista sabbiosa e spettacolare. Sosta pranzo a Mangily. Visita foresta dei baobabs. Arrivo a Tulear nel pomeriggio. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

15g – TULEAR – ISALO (250 km – 4 ore) – Partenza in mattinata sulla Route Nationale 7. Sosta a Ilalaka per visita miniere di zaffiri a cielo aperto. Arrivo a Ranohira (Parco dell’Isalo) nel pomeriggio- Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

16g – ISALO – Giornata dedicata alla visita del parco nazionale dell’Isalo.

Madagascar tour viaggi vacanze
Risaie sugli altopiani centrali
17g – ISALO – RANOMAFANA (310 km – 7 ore) –Partenza al mattino e sosta a Anja per visita riserva naturale (lemuri Catta). Nel pomeriggio sosta ad Ambalavao per visita atelier fabbricazione carta “Antaimoro” e pranzo. Arrivo a Ranomafana nel pomeriggio.  Sistemazione in hotel sul fiume, cena e pernottamento.

18g – RANOMAFANA –  Giornata dedicata alla visita del parco nazionale di Ranomafana. Cena e pernottamento.

19g – RANOMAFANA – ANTSIRABE (310 km – 7 ore) – Al mattino partenza ancora sulla RN 7 verso nord. Sosta pranzo ad Ambositra e visita atelier lavorazione legno. Arrivo a Antsirabe nel pomeriggio. Cena e pernottamento.

20g – ANTSIRABE – ANTANANARIVO (170 km) – Al mattino visita del lago sacro Tritriva, nei dintorni di Antsirabe e quindi  verso la capitale. Arrivo ad Antananarivo nel pomeriggio. Eventuale ultima visita della cittaà (mercato artigianale…). In serata trasferimento all’aeroporto per imbarco su volo per l’Itali.

21g – ANTANANARIVO -  ITALIA –  Volo per l’Italia (1,00h ca con AirFrance)
FINE DEI SERVIZI

Quote di partecipazione:

  • per 2 persone:  2.400 euro a persona
  • per 3 persone:  2.050 euro a persona
  • per 4 persone:  1.800 euro a persona
  • per 5 a più persone:  Contattateci
  • per gruppi (minimo 8 persone): 1.300 a persona
  • sistemazione in camera doppia
  • supplemento sistemazione in camera singola: 600 euro

Estensioni possibili:

  • discesa fiume Tsiribihina in battello
  • soggiorno mare a Salary

Le tariffe comprendono:

  • tutti i pernottamenti in hotel e/o bungalow di media categoria
  • tutti pasti (esclusa la cena del 20g)
  • gli ingressi ai parchi e riserve
  • tutte le visite ed escursioni comprese nel programma
  • tutti i trasferimenti in vettura 4×4 con autista (carburante compreso) e in chiatta
  • accompagnatore/guida italiano (vitto e alloggio compresi)

Le tariffe non comprendono:

  • il volo A/R Italia-Madagascar
  • le guide ai parchi e riserve (obbligatorie)
  • immersioni subacquee e escursioni non comprese nel programma
  • noleggio quad, moto e biciclette
  • le bevande e le mance
  • tutto ciò che non è indicato in “le tariffe comprendono”

http://www.freebirdmadagascar.com/i-nostri-viaggi/tour-in-4x4/tour-ad-anello-ovest-costa-sudovest-e-rn7/?lang=it


mercoledì 5 febbraio 2014

Antananarivo: le "trano gasy"

Un patrimonio architettonico che ha resistito al cammino storico e culturale che il paese ha attraversato

 

Antananarivo è una città ricca di storia, e i vari monumenti che costellano la capitale ne sono testimoni. La città fu fondata intorno al 1600, e le forme dell'architettura sono evolute con la modernizzazione. Ma un patrimonio architettonico ha resistito al cammino storico e culturale che il paese ha attraversato: sono le case tradizionali, tipiche degli altopiani, che  i malgasci conoscono sotto il nome di "Trano Gasy" (casa malgascia). In effetti, apparsi intorno al 1838, questi edifici ancora dominano la maggior parte dei quartieri della capitale. Gli aspetti in comune di queste case sono loro piccola veranda, le loro tegole di argilla e le pareti di mattoni bruciati, tecnica di produzione che è stata insegnato da Jean Laborde (vedi freebirdmadagascar.blogspot.com/2013/04/jean-laborde-un-avventuriero-in.html ).

Nonostante l'evoluzione dello stile architettonico, queste case hanno resistito negli anni e non hanno nulla da invidiare alle altre: alcune hanno addirittura 200 anni! La maggior parte dei proprietari preferiscono ripararle solamente, mantenendo lo stile della casa. Come il caso di Baholy, un erede di Ampatsakana, che continua a mantenere l'immagine della sua casa così come suo nonno aveva costruito. In alcuni casi,  le "Trano Gasy" hanno subito alcune modifiche, mantenendo però lo stile di base. Le pareti sono state rivestite con cemento, alcune strutture rinforzate, le finestre sono state vetrate e gli anziani tetti sostituiti da tegole. Altre sono state rinnovate e sono l'orgoglio di alberghi e ristoranti di lusso, ma anche di boutiques, in alcuni vicoli affollati della capitale. 
Al tempo della loro costruzione, solo le famiglie nobili potevano permettersi di costruire le "Trano Gasy". E' infatti questa connessione con la loro storia e l'antica nobiltà, che ha portato gli eredi  a mantenere le forme di queste case, secondo Henri Rasolofojaona, proprietario di una "Trano Gasy" a Faravohitra, un quartiere di Antananarivo.
Ma sfortunatamente, molti proprietari non possono più permettersi la manutenzione della loro casa, e le loro "Trano gasy" cadono in rovina...

Fonte: Sobika.mg
Traduzione dal francese: Fabrizio Campagna

http://www.freebirdmadagascar.com/?lang=it


mercoledì 8 gennaio 2014

La cucina malgascia

 Il Madagascar a tavola: una gustosa sorpresa



Piatti tipici del gusto originale 
La cucina tipica malgascia è molto varia, anche se comprende alimenti sempre presenti: il riso è la base di ogni pasto malgascio, accompagnato da pesce, pollo, maiale o zebù. I contorni vengono cucinati alla griglia, fritti o in umido. Il Romazava è senza dubbio il piatto tipico: ragù fatto con foglie verdi chiamatè Brèdes Mafana con un gusto piccante quasi sorprendente. Il piatto viene accompagnato da carne di manzo cotta a lungo. Possiamo trovare il Romazava in quasi tutto il Madagascar, ma tuttavia, non è sempre lo stesso!
Brèdes mafana

Un altro classico è il Ravitoto (letteralmente: foglie pestate), foglie di manioca preparate con carne di maiale o zebù, a seconda della vostra scelta: una delizia!
 
Peculiarità regionali 

Ogni regione ha le sue specialità, che sono naturalmente a base di prodotti locali che abbondano nella zona. Così, pesce e amalona (anguilla) imperano ad est, mentre le aragoste a Fort- Dauphin e Nosy Be. Il drakaka (grande granchio) regna nella parte settentrionale e occidentale dell'isola. I gamberoni (tsikorakorana) soprattutto nella parte occidentale, mentre nella parte meridionale dell'isola, vi servono con grande rispetto il betsiroba (carne di capra) preparata in un modo particolare. Tutte queste specialità sono preparate in mille modi succulenti le une come le altre, e condite con alcune varietà di spezie. Inoltre, il nord e l'ovest propongono specialità a base di latte di cocco, molto simili alla cucina polinesiana e creola. Nella zona orientale, i piatti sono particolarmente fragranti e profumati con vari tipi di aromi, come la vaniglia, la cannella, il pepe e i chiodi di garofano.Nella parte semidesertica del Grande Sud dell'isola e nelle campagne, durante il periodo di magra fino al prossimo raccolto, il riso viene sostituito da manioca o da mais, che si mangiano molto spesso senza accompagnamento. Assolutamente da non perdere l'ottimo foie gras malgascio, proposto nei grandi ristoranti delle città degli altopiani centrali, i cui principali produttori si trovano nella regione a sud della capitale.

I pasti tradizionali delle feste 

Tradizionalmente, al tempo dei re, c'erano riti culinari per ogni specifica festività, tra le quali
Ravitoto
l'Asaramanitra, il Santa- Bary, e l'Alahamady (Capodanno
malgascio). Durante la festa dell' Alahamady per esempio, si serviva dell'akoho (pollo) con del tsikorakorana (gamberone) o con del Voanio (cocco) nei paesi Sakalava (Nord-Ovest). Nella regione Antandroy, era servita betsiroba (carne di capra) con voanjo (semi di arachide). Sugli altopiani, c'era il varanga mialin-Taona (carne di manzo che si cucinava, si conservava per un anno e che veniva servita il giorno del bagno reale). Ai giorni nostri vi servono, durante le feste, come accompagnamento del piatto tradizionale di riso, tutti i tipi di pollame. E tutte le famiglie malgasce cercano di prepararne in base alle loro possibilità finanziarie, andando dai vorontsiloza (tacchini) alle gana (anatre) e ai semplici akoho (polli), passando per i gisa (oche), cucinati a volte con carne di maiale, se quest'ultimo non costituisce un fady (tabù) per la famiglia.



http://www.freebirdmadagascar.com/



sabato 21 dicembre 2013

Le danze del Madagascar

Da Nord a Sud, da est a ovest attraverso gli Altopiani, il Madagascar canta e balla. E in tutte le danze provenienti da diverse regioninessun gesto è gratuito.




Nessun gesto è gratuito
In tutti i balli provenienti dalle diverse regioni del Madagascar, intrisi di simboli, nessun gesto è gratuito. Le donne sbeffeggiano gli uomini nelle loro canzoni. A scatti, ancheggiano il corpo, i gomiti alti. Gli uomini, punti sul vivo, rispondono individualmente, rivaleggiando tra loro per attirare l'attenzione. I piedi martellano il suolo. I malgasci hanno ereditato dall'Africa la danza con i piedi, e dall'Indonesia la danza con le mani. Il tono è a volte grave, visto che i canti Sakalava richiamano alla fine dei giorni cattivi, su melodie tinte con una punta di arabicità.
Nel Sud, nella terra delle spine, l'ambiente ostile incita, forse più che altrove, al dialogo con gli spiriti. Il ritmo delle percussioni accellera, si fa più africano. Gli strumenti musicali testimoniano questa spogliazione: il langoro, piccolo tamburo suonato con bacchette, il mandolino rettangolare, di fattura evidentemente artigianale ... la forza della natura, oppressiva, è onnipresente nella coreografia.
I passi di danza evocano a volte il modo caratteristico di camminare sulla sabbia. Il danzatore dispiega le braccia e sembra guardare la sua preda più in basso. Agita solo le mani, come ali il cui battito minuscolo è sufficiente per vincere la gravità in questo cielo eternamente blu. I canti diventano spesso incantesimi, per fare cadere la pioggia, perchè l'amicizia perduri tra gli uomini ...
Le danze ricordano anche dei guerrieri rituali, con un gran spiegamento di lance e dimostrazioni di forza maschile, facendo appello agli spiriti benefici che si invitano ad entrare nel proprio corpo.
I ballerini e il pubblico comunicano tra loro nei rituali ancestrali, che sono particolarmente vivaci tra gli Antandroy. La trance del " Bilo " è il momento più potente: la cerimonia di esorcismo volge poi al termine: la guarigione per estrazione del male.

Un'arte in comunione con la natura
Le danze della costa orientale sono più collettive, privilegiano i movimenti d'insieme. Ci si ritrova una lentezza nel ritmo, uno swing più polinesiano che africano. La gente sulla costa orientale vive in comunione con una natura rigogliosa, e questa armonia si riflette nelle coreografie. Le danze molto spesso mettono in scena i momenti salienti dell'esistenza. Il corteggiamento è ancora più dimostrativo nelle tradizioni Sakalava.
Le donne indossano un lambaoany (pareo tradizionale) legato intorno al collo per alleviare il caldo opprimente, mentre gli uomini hanno spesso il loro lambaoany stretto alla vita.


Una danza di protocollo

Afindrafindrao
In Madagascar, le feste locali, così come quelle nazionali, sono pretesti per il divertimento, la danza, le dimostrazioni di gioia e per dimenticare le difficoltà della vita quotidiana. La festa si accompagna inevitabilmente dal ballo, spesso animato in campagna dall'orchestra locale, il cui repertorio spesso si sviluppa tra tradizione e modernità.
La tradizone esige che l'orchestra e i partecipanti al ballo seguino un'ouverture protocollare. Sta alla più alta personalità aprire il ballo dell' Afindrafindrao, musica introduttiva durante la quale tutti i partecipanti formano una catena simbolica e ruotano a coppie intorno alla pista: è solo allora che qualsiasi tipo di musica può essere suonato.



Tipo di danza
Regione di provenienza

Baoenjy
Sud-est

Basesa
Est

Kawitry
Nord

Kilalaky
Sud-ovest

Kinetsanetsa
Ovest

Kidodo
Altopiani meridionali

Latsin-tànana
Altopiani centrali

Salegy
Nord

Tsapiky
Sud


Fonte: www.le-phoenix-magazine.com
Traduzione dal francese: CAMPAGNA Fabrizio

http://www.freebirdmadagascar.com/?lang=it

venerdì 13 dicembre 2013

Il trailer di " Island of Lemurs: Madagascar "




Il documentario in 3D della IMAX sarà in uscita ad Aprile 2014 negli USA e poi nel mondo!
Voce narrante, nella versione inglese, sarà quella di Morgan Freeman..



FREEBIRD MADAGASCAR TOURS

venerdì 29 novembre 2013

Perché i nomi malgasci sono così lunghi ?




Perché dicono molto su chi lo indossa. Una storia, un destino, un voto registrato nel più profondo di sé. Ma i tempi sono cambiati.

A ciascuno il suo nome, un segno del destino.. 
Perché significano un sacco di cose questo è il minimo che possiamo dire. Un nome malgascio ha ancora un senso, letteralmente, ma può anche dare adito a svariate interpretazioni. Sondare i nomi malgasci, è entrare nel cuore della mentalità e dei costumi dell'isola. Un mondo che differisce totalmente dalle rappresentazioni occidentali. 
Di base, in Madagascar, non esistono cognomi patronimici che possono essere trasmessi all'interno della stessa famiglia: un nome è legato ad un singolo individuo. Non è raro trovare che fratelli e sorelle non portino lo stesso cognome, soprattutto tra le anziane generazioni malgasce. 
La scelta e l'attribuzione di un nome a un bambino, di solito da parte dei genitori, dipende da vari criteri e circostanze. Resta che non ci sono regole comuni condivise in tutta l'isola , ricca di notevoli diversità culturali. 
Il linguista Narivelo Rajaonarimanana sottolinea che "il nome malgascio non è un'etichetta, ma si tratta di un desiderio, di un destino, di una parola che contraddice un cattivo destino, di un ricordo del giorno di nascita, una combinazione dei nomi dei genitori o degli antenati". Ovvero delle circostanze che occupano un posto primordiale in Madagascar, un'isola che le persone considerano come la "terra degli avi", ovvero tanindrazana. Alcuni nomi visualizzano una linea di ascendenza a chi si vuole onorare, rendere omaggio. Così i prefissi Zafi (nipote) e Zana (figlio o figlia, dato che non vi è alcuna distinzione di genere in malgascio) sono utilizzati molto spesso. Ma un nome può anche riferirsi a un genitore, da cui i prefissi  Rai (padre) e Reni (madre). D'altronde, negli altopiani centrali dell'isola, il prefisso Ra, che è segno di buona educazione, è spesso presente all'inizio del nome. Altra ricorrenza nei nomi della gente degli altopiani, la parola Andriana, che significa nobile, principe. "L'astrologia gioca un ruolo importante nell'attribuzione dei nomi" nota Rajaonarimanana. Questa pratica è molto viva nelle zone rurali, dove è possibile appellarsi a un ombiasy (veggente) e dove si ricorre spesso all'oroscopo . Uno studio condotto da Samuel Rasolomano e pubblicato nel 1905 dal quotidiano Mitari-dàlana, elenca 24 fonti di ispirazione per i nomi malgasci. Tra queste, l'espressione del carattere (fisico o morale), dell'amore filiale (voto di un'amore perfetto, di avere un sostituto, ecc..) , il prestigio (ricchezza, onore, ecc...) sono le più frequenti, assieme all'astrologia. Così, "i nomi sono a uso mnemonico, per ricordarsi del destino di una persona".


Record di lunghezza sugli Altopiani 
Tradizionalmente, i nomi malgasci presentano un'altra specificità originale: non sono necessariamente permanenti. Infatti, il malgascio può, durante il corso della sua vita, cambiare nome: alla nascita, all'atto della circoncisione per i ragazzi, in età adulta, dopo il matrimonio, alla nascita del primo figlio, e anche al momento della morte. La concessione di un nome postumo era una tradizione ufficiale della monarchia Merina, ma anche dei Sakalava, etnia del Madagascar occidentale.
Tutti i nomi malgasci non sono così lunghi come qualcuno vorrebbe far credere. dei Rakoto e dei Rabe abbondano, e possono essere paragonati ai cognomi italiani come Rossi e Mattei .  
Sono gli abitanti degli altipiani, quelli dell'etnia Merina e Betsileo, che detengono la palma del nome più lungo, e tra di loro, i governanti e discendenti della nobiltà si distinguono nettamente. Il più
Andrianampoinimerina
famoso di loro, che ha unificato tutti i sovrani Merina e notevolmente esteso il suo territorio nel diciottesimo secolo, è noto come Andrianampoinimerina, "il principe desiderato dall'
Imerina". 

Ma il campione di tutte le categorie è un principe che ha governato dal 1650 al 1670 con il nome di Andriantsimitoviaminandriandehibe. Trentuno lettere che significano "il principe che non è come gli altri grandi principi", nel senso che non ne esistono di  migliori. Quanto a sua figlia maggiore, si chiamava Ranavalontsimitoviaminandriana, un nome che ha un'aria familiare, evidentemente. Tuttavia, le donne malgasce, soprattutto nei paesi Merina, non portano il nome del loro padre. 
  
La pronuncia che uccide, una questione di caratteri
Oltre alla lunghezza, la pronuncia dei nomi malgasci rappresenta un ulteriore enigma per i non "malgascizzanti", a causa della fonetica. Per gli occidentali, la familiarità che suggerisce l'uso dell'alfabeto latino è solo una facciata. La lingua malgascia appartiene alla famiglia linguistica austronesiana, e più in particolare al ramo delle lingue austronesiane. 
L'accentazione gioca un ruolo importante e tutte le sillabe non si pronunciano con la stessa intensità, e si dissolvono nella lingua parlata. Questo è il caso dell'ultima sillaba: per esempio Rajoelina si pronuncia "radzouel" e, come ha osservato con ironia il docente - ricercatore Jean - Pierre Domenichini, il nome di Nicolas Sarkozy si pronuncerebbe "sarkouj".
Infatti, la lingua malgascia dell'Imerina sulla quale fu basato il malgascio moderno si scriveva, fino al primo terzo del XIX secolo, in caratteri arabi: si trattava del Sorabe o Arabico-malgascio.
L'introduzione dell'alfabeto latino partì da una decisione reale sotto la pressione di missionari che volevano tradurre la Bibbia nella lingua nazionale, ma nel loro proprio alfabeto. Questo significa che il cambiamento ortografico ha avuto un impatto sul numero di caratteri? Lo si può pensare, ma senza trarne alcuna conclusione significativa.

L'avvento del cognome e il regno dei soprannomi 
In queste condizioni, come mantenere l'identità delle persone che portano nomi malgasci eccessivamente lunghi e difficilmente pronunciabili - considerato che variano nella loro vita ? 
In realtà, la colonizzazione e il governo malgascio postcoloniale hanno imposto progressivamente la creazione uno stato civile moderno. Se i nomi scelti durante il periodo coloniale provenivano sistematicamente dal calendario cristiano, quelli attribuiti dopo l'indipendenza, nel 1960, sono tipicalmente malgasci. Questo può essere visto ad esempio nella coppia Marc Ravalomanana e Andry Rajoelina. L'altra grande mutazione concerne l'emergenza di un nome patronomico, ovvero un cognome, tramandato di generazione in generazione, anche se la tradizione è ancora molto resistente tra le popolazioni conrtadine.  
Detto questo, nonostante il fatto che lo stato civile moderno abbia congelato i nomi malgasci, diventati patronomici, ma anche spersonalizzati, una certa creatività rimane ancore con l'uso diffuso di soprannomi. Una persona che è diventata famosa con un determinato nome rimane legata ad esso: dei nomi d'artista, degli pseudonimi o dei soprannomi che si attaccano alla pelle e detronizzano il nome. 
Rajoelina è diventato " TGV " con la sua velocità di ascesa negli affari e in politica, mentre Ravalomanana ha già diversi soprannomi tra cui "Ramose" (Signore), piuttosto ironico, e " Dada " (padre), assai paternalistico.
Un altro esempio, il famoso avvocato Willy Razafinjatovo, celebre "tenore" del Foro malgascio, che si fece conoscere nel 1972, quando divenne capo del movimento di protesta che ha portò alla caduta del regime del presidente Tsiranana. Oggi ancora, lo si saluta come Maestro "Olala", onomatopea a cui è molto affezzionato.

Philippe Ramasombazaha , Ralahifotsy , Randrianarimanana
Grazie al professore Narivelo Rajaonarimanana e la sezione malgascia dell'Istituto Nazionale di Lingue e Civiltà Orientali a Parigi.


Traduzione dal francese:
Fabrizio Campagna 

http://www.freebirdmadagascar.com/?lang=it

giovedì 11 luglio 2013

Due nuovi lemuri pigmei dal Madagascar


Microcebus marohita e Microcebus tanosi, così sono state chiamate le due nuove specie, vivono in piccole foreste sulla costa orientale del Madagascar
Il Madagascar è universalmente riconosciuto come uno dei principali hotspot di biodiversità a livello mondiale. Se si aggiunge la straordinaria presenza di specie endemiche, dovute alla sua peculiare storia geologica, si comprende bene l’interesse che l’isola malgascia ha sempre suscitato da parte dei biologi evoluzionisti e degli esperti di tassonomia di tutto il mondo. E’ forse per questa ragione che, periodicamente, le riviste internazionali specializzate annunciano la scoperta di specie ancora sconosciute alla scienza. Negli ultimi due anni, ad esempio, sono state descritte quattro nuove specie di camaleonti nani del genere Brookesia, una rana che vive in grotte calcaree del genere Gephyromantis e un lemure pigmeo del genere Microcebus.
Ed è proprio questo genere di lemure che si arricchisce oggi di due nuovi esponenti, portandone il numero totale a 20: a darne notizia è l’International Journal of Primatology, che pubblica un nuovo studio di ricercatori statunitensi, tedeschi e malgasci. Il genere Microcebus è uno dei generi più speciosi tra tutti i primati, anche se fino all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso si conoscevano solo due specie: la loro piccola taglia (meno di 100 g di peso) e le loro abitudini notturne li rendono infatti elusivi e difficilmente scovabili nelle foreste in cui vivono. Se si aggiunge la bassa variabilità morfologica ed ecologica che li contraddistingue, si comprende la difficoltà nel determinarne con precisione il numero di specie. Ed è in questi casi, quelli che riguardano le cosiddette specie criptiche, che entra in gioco la genetica.
I ricercatori hanno condotto diverse spedizioni, collezionato campioni biologici da diverse aree forestali e condotto analisi genetiche sul DNA mitocondriale. Due di queste popolazioni sono risultate geneticamente divergenti dalle altre e non precedentemente riconosciute come specie a parte. Successive analisi morfologiche hanno poi confermato le loro differenze, a livello di taglia corporea, dentatura e colore della pelliccia, con tutte le altre specie di lemuri pigmei finora note.
Microcebus marohita e Microcebus tanosi, così sono state chiamate le due nuove specie, vivono in piccole foreste sulla costa orientale del Madagascar: data la limitezza dei loro habitat e le minacce a cui sono costantemente soggette, le due specie sono state classificate come Endangered nella Red List della IUCN.
FONTE:
Andrea Romano
http://oggiscienza.wordpress.com

FREEBIRD MADAGASCAR TOURS